
Limbo — Strato Zero
Il riflesso sospeso del piano fisico e il primo livello conosciuto dell’Oltremondo
Il Limbo è lo Strato Zero del Mondo Ancestrale: un riflesso distorto del piano fisico, più leggero e instabile, popolato dalle prime creature catalogate da Encyclopedia.
In questa pagina
In breve
Livello
Strato Zero
Ambiente
Riflesso distorto del piano fisico
Gravità
Ridotta
Creature catalogate
10
Il Limbo è lo strato più vicino al piano fisico e quello che, a un primo sguardo, conserva maggiormente qualcosa di familiare. Il paesaggio riproduce infatti quello del luogo dal quale si è raggiunto il Mondo Ancestrale: strade, edifici e conformazione del territorio mantengono forme riconoscibili, come se il mondo reale avesse proiettato qui una propria copia. Basta però guardarsi attorno più attentamente perché quella familiarità cominci a incrinarsi.
La materia sembra aver perso parte del proprio peso. Pietre, detriti e frammenti architettonici risultano sorprendentemente leggeri, mentre tetti e porzioni degli edifici possono trovarsi sospesi diversi metri sopra le strutture alle quali dovrebbero appartenere. Alcuni rimangono immobili a mezz’aria, altri sembrano semplicemente essersi fermati nel mezzo di una caduta che non arriverà mai a compiersi. Anche elementi più grandi del paesaggio possono apparire sollevati dal terreno, dando al Limbo l’aspetto di un mondo che conserva ancora la propria forma ma ha smesso di rispettarne completamente le regole.
La stessa leggerezza coinvolge chi lo attraversa. La gravità è sensibilmente inferiore rispetto a quella del piano fisico e ogni movimento richiede un diverso controllo del corpo: una corsa acquista maggiore slancio e un semplice balzo può portare fino al doppio dell’altezza normalmente raggiungibile. Atterrare è più lento, quasi accompagnato verso il suolo, e basta poco per avere la sensazione che il corpo possa continuare a sollevarsi insieme a ciò che già galleggia nell’ambiente.
A dominare il Limbo è soprattutto il cielo, continuamente attraversato dalle tonalità legate agli Ancestrali. Giallo, arancione, rosa e blu intenso possono estendersi sopra l’intero paesaggio e modificarne profondamente l’aspetto, colorando facciate, strade e superfici sospese con riflessi sempre diversi. Queste variazioni sembrano seguire gli umori degli Ancestrali e possono trasformare uno stesso luogo più volte durante una permanenza senza produrre, da sole, alcun disagio sovrannaturale.
Il Limbo rimane così una soglia tra due realtà: abbastanza simile al piano fisico da permettere a chi vi entra di riconoscere ciò che lo circonda, abbastanza alterato da rendere immediatamente evidente di aver lasciato alle proprie spalle le normali leggi del mondo.
Le creature catalogate da Encyclopedia
Le informazioni che seguono rappresentano ciò che è stato raccolto nel tempo attraverso le spedizioni del progetto Encyclopedia. Non sono conoscenze automatiche di ogni personaggio: indicano il contenuto dell’archivio pubblico del progetto e ciò che può essere consultato o studiato in gioco.
Luccichino

Aspetto fisico: I Luccichini sono piccoli roditori, con una lunghezza media di circa 15 centimetri dal naso alla punta della coda, e una coda lunga e sottile che aggiunge altri 10 centimetri alla loro lunghezza complessiva. Le loro dimensioni modeste li rendono agili e rapidi, ideali per muoversi agilmente tra le rovine e le tane del Limbo. La caratteristica più distintiva dei Luccichini è la loro capacità di illuminarsi quando si sentono minacciati o spaventati. Quando sono tranquilli, la loro luce corporea è appena percettibile, dando loro un aspetto etereo e incantevole. Tuttavia, quando si sentono in pericolo, il loro corpo emette improvvisamente un bagliore intenso e pulsante, che può variare dal blu al verde al viola, creando un effetto spettrale e disorientante per chi li osserva.
Pericolosità: Bassa, si presenta come una creatura particolarmente cauta che utilizza il proprio bagliore per creare un senso di allarme verso gli altri predatori creando l'illusione di essere più pericolosa di quanto sia in realtà
Habitat: Creano tane e cuccie con materiale di recupero, vecchi tessuti e stole raccolte in giro per le rovine, dove accudire principalmente la propria cucciolata o mettersi al riparo all'interno degli edifici in rovina
Alimentazione: Si nutrono di piccoli insetti richiamati dai loro bagliori. Durante il pasto si illuminano di rosso.
Comprensione: Utilizzano un codice specifico per comunicare dove ogni verso emesso corrisponde ad un pulsare specifico del loro bagliore, molto similare al codice morse.
Ricercatori: Titania Leigh-Byron, Balthazar Lancaster, Brett O'Connor, Petra Kang
Roc

Aspetto fisico: Il Roc è un uccello di dimensioni mastodontiche. Con un'apertura alare che potrebbe facilmente superare i venti metri, il Roc plana sopra le valli e le montagne con un'eleganza sorprendente per la sua mole. Il suo piumaggio è marrone o nero. La sua testa presenta un becco massiccio, simile a quello di un'aquila, ma di dimensioni gigantesche. Le sue zampe possenti sono armate di artigli affilati mentre le sue ali sono un'opera d'ingegneria aerodinamica, capaci di generare una spinta così potente da sollevarlo in volo con facilità.
Pericolosità: Grande predatore capace di veloci planate e un controllo del volo così preciso da poter catturare le sue prede con estrema rapidità e senza toccare il suolo
Habitat: Predilige nidificare vicino alle cime delle montagne, in spazi abbastanza grandi per costruire il nido composto da grossi rami intrecciati e felci mastodontiche
Alimentazione: Carnivoro, predilige prede di grossa taglia ma non disdegna carcasse e animali uccisi da altre creature, che scaccia per impadronirsi della preda uccisa
Comprensione: Utilizza una serie di versi romboanti ma striduli, in proprozione alla sua mole, per comunicare con i suoi simili
Ricercatori: Dougal Blackburn, Brett O'Connor, Yukiko Hayasaka, Liam Landvik, Agatha Grimshaw
Aracnea

Aspetto fisico: Il corpo degli Aracnea è dominato dalla struttura aracnidea, con un torace segmentato e otto arti lunghi e articolati. Le loro zampe possiedono artigli affilati e ricoperti di seta, che utilizzano per muoversi agilmente attraverso il terreno e per tessere intricate ragnatele. Ogni zampa termina con una serie di piccoli uncini. La parte superiore del corpo degli Aracnea presenta un busto umanoide, con un torace muscoloso e braccia forti. Tuttavia, la bocca degli Aracnea è dominata da mascelle simili a quelle di un ragno, fornite di cheliceri e palpi mascellari.
Pericolosità: Crea trappole con le proprie ragnatele per intrappolare le sue prede, anche creature di medie dimensioni, che paralizza tramite il rilascio di una sostanza liquida che spruzza dalla punta del suo corpo di ragno.
Habitat: Costruisce delle alcove composte dalla propria ragnatela, intrecciata in fili così spessi da sorregerne il peso, collegandola ad altre tele più geometriche che si diramano lungo tutta la superficie disponibile così da richiamare l'attenzione se qualche preda ci finisce attaccata.
Alimentazione: Carnivoro, prosciuga le proprie prede assorbendo la vitalità e la polpa, svuotandole dall'interno e lasciando l'epidermine come un involucro vuoto.
Comprensione: Dispone di un linguaggio sonoro prodotto tramite le mandibole della sua bocca, con la quale comunica segnali agli altri della sua specie.
Ricercatori: Logan Harbor, Xavier Lightwood, Echo Foster, Petra Kang
Cane Intermittente

Aspetto fisico: Il Cane Intermittente è simile a un bracco nelle sembianze ma dotata di una caratteristica unica che la distingue dai cani comuni del piano fisico. La sua forma fisica è quella di un cane robusto e muscoloso, con arti poderosi e un corpo snello adatto alla corsa e alla caccia. Il suo mantello può variare dai toni del marrone al nero, spesso macchiato da segni distintivi che ne caratterizzano l'individualità. Tuttavia, ciò che rende il Cane Intermittente veramente unico è la sua capacità di diventare invisibile mentre fiuta intorno a sé. Quando il Cane Intermittente si concentra sul suo olfatto, il suo corpo inizia a scomparire lentamente, diventando trasparente agli occhi degli osservatori. Questo processo di invisibilità è graduale e dipende dall'intensità dell'odore che il cane sta seguendo: più forte è l'odore, più velocemente diventa invisibile.
Pericolosità: Non presenta tracce di forte aggressività se non viene minacciato ed è una creatura piuttosto mansueta.
Habitat: Ama i posti tranquilli dove creare delle cucce o giacigli con paglia, vecchi tessuti e materiale morbido. Tende a preferire luoghi chiusi quali ruderi con lati meno esposti per proteggere le proprie cucciolate.
Alimentazione: Piccole prede animali quali conigli e lepri che caccia tramite l'uso della sua invisibilità mentre sta seguendo la traccia odorosa della sua preda, apparendo alle sue spalle per eseguire l'agguato finale e sorprendendo il bersaglio.
Comprensione: Similare al comportamento dei cani del piano fisico, il suo linguaggio è caratterizzato da abbai, ringhi e il comportamento della coda o la posa assunta dal corpo.
Ricercatori: Sebastian Leight-Byron, Xavier Lightwood, Petra Kang, Agatha Grimshaw
Centauro

Aspetto fisico: Il Centauro è una creatura leggendaria dal corpo di un possente destriero e il busto di un umano, creando una fusione unica tra uomo e cavallo. La sua struttura fisica riflette una combinazione armoniosa di caratteristiche equine e umane, conferendogli forza, agilità e intelligenza. Il corpo è quello di un cavallo di razza, con muscoli poderosi, zoccoli robusti e una folta criniera che ondeggia al vento. Le sue zampe posteriori sono quelle di un equino, con arti robusti e agili che gli conferiscono una velocità straordinaria. Il busto, invece, è quello di un uomo, con un torace muscoloso e braccia possenti. Le sue mani umane sono agili e capaci di maneggiare armi e strumenti con destrezza, mentre la sua testa porta i tratti distintivi di un volto umano, con occhi penetranti e una bocca espressiva. Il mantello del Centauro varia dai toni del marrone al grigio, con macchie e striature che adornano il suo corpo elegante e maestoso. La sua coda, lunga e folta, termina con una ciocca di criniera simile a quella della sua parte equina, aggiungendo un tocco di grazia e bellezza al suo aspetto fiero.
Pericolosità: Grazie al busto equino presenta una velocità senza eguali nelle zone pianeggianti mentre la parte umana è capace di costruire armi rudimentali quali archi e frecce di cui si dotano quando sono a caccia o sono di guardia ai confini.
Habitat: Si raduna insieme agli altri della sua specie in piccoli villaggi rudimentali. Le abitazioni si presentano molto grezze e formate da materiale naturale quali legno, giunchi, paglia.
Alimentazione: Creatura onnivora. Il Centauro caccia animali di piccola, media taglia ma non disdegna nemmeno il consumo di vegetali tra cui frutta e bacche.
Comprensione: Possiede un proprio linguaggio, composto da un idioma diverso da quelli utilizzati nel piano fisico, dal tono profondo e gutturale
Ricercatori: Titania Leigh-Byron, Mimi Jin, Petra Kang, Bowen Moore, Brett O'Connor
Gargoyle

Aspetto fisico: I Gargoyle sono creature leggendarie che sfidano le convenzioni della vita e della pietra. La loro forma fisica richiama le sembianze di statue di pietra, ma con una vitalità e una mobilità sorprendenti. Possono apparire come figure umanoidi o possedere tratti angelici o demoniaci, a seconda della loro natura e origine. La loro pelle, o ciò che sembra essere la loro superficie, è fatta di pietra dura e resistente, spesso intagliata con dettagli intricati e simboli enigmatici. Le loro forme sono possenti e snelle, con muscoli scolpiti che conferiscono loro un aspetto impressionante e intimidatorio. Il volto dei Gargoyle può essere dotato di corna, creste o altri tratti distintivi, che riflettono la loro natura angelica o demoniaca. Nonostante la loro apparente rigidità, i Gargoyle sono creature estremamente agili e veloci quando non visti, capaci di muoversi con una fluidità e una grazia sorprendenti, dimostrando tuttavia una pazienza eterna nel stare immobili per lunghi periodi di tempo se guardati.
Pericolosità: La sua miglior arma è l'immobilità, coadiuvata dalla pazienza nell'attendere l'avvicinarsi della preda. Quando è abbastanza vicina, scatta per ghermirla e indurirsi come pietra per bloccarla tra i suoi arti creando una vera e propria gabbia con il suo corpo.
Habitat: Predilige posarsi sui tetti delle costruzioni o tra le statue dei luoghi dove potersi mimetizzare tra loro.
Alimentazione: Una volta stretta la preda tra le grinfie assorbe la sua energia vitale fino a svuotarla, rendendolo un involucro avvizzito e senza sostanza che fa ricadere a terra come un indumento usato
Comprensione: Non dispongono di linguaggio ma è chiaro che siano dotati di una mente vigile, comunicano tramite il rilascio di sensazioni e/o messaggi emotivi.
Ricercatori: Yukiko Hayasaka, Balthazar Lancaster, Cameron Warren
Gigante

Aspetto fisico: I Giganti sono colossi di proporzioni straordinarie, con una statura che li rende dominatori indiscussi, arrivando ad essere alti tra i 10 e i 15 metri, in alcuni rari casi anche di più. Il corpo dei Giganti è massiccio e muscoloso, con arti possenti e una struttura ossea robusta che li sostiene e il loro peso è proporzionato alla loro grandezza, con alcuni esemplari che possono pesare tonnellate. La loro pelle può variare dai toni della terra al grigio roccioso, con rughe profonde che testimoniano la loro età. Le loro mani sono grandi come pale, capaci di afferrare e sollevare oggetti di dimensioni enormi con facilità. I loro piedi, invece, sono larghi e robusti, adatti a sopportare il peso del loro corpo gigantesco mentre attraversano le terre del Limbo.
Pericolosità: Alta pericolosità viste le dimensioni massicce della creatura, soprattutto quando questa è in movimento. Non sembra infatti interessato a stabilire dove mette i piedi quando si sposta.
Habitat: Trova dimora presso le grotte delle grandi montagne. A giudicare dalla struttura degli antri è chiaro che la roccia venga lavorata e scavata, seppur in maniera molto rudimentale.
Alimentazione: Onnivoro, si nutre principalmente di frutti, sdradicando gli alberi con molta facilità o raccogliendo animali di media-grossa taglia.
Comprensione: Dimostra avere una propria forma di linguaggio con la quale interagisce con i suoi simili, i versi sono forti e gutturali ma è chiaro che abbiano un loro idioma seppur sembri incomprensibile agli altri.
Ricercatori: Sebastian Leigh-Byron, William Atkinson, Petra Kang, Oliver Everglen-Rosewood, Titania Leigh-Byron
Grifone

Aspetto fisico: I Grifoni sono creature maestose che incarnano la fusione di due potenti predatori: l'aquila e il leone. La parte anteriore del corpo del Grifone ricorda quella di un'aquila, con un becco adunco e poderose ali membranose che si estendono da una spessa muscolatura pettorale. La loro testa è ornata da un lungo crine bianco o marrone, mentre gli occhi penetranti brillano di intelligenza e ferocia. La parte posteriore del corpo del Grifone è simile a quella di un leone, con un torso massiccio e muscoloso, zampe poderose e una coda lunga e folta. Il loro mantello può variare dai toni del dorato al marrone scuro, con striature e macchie che si fondono armoniosamente con l'ambiente circostante. Le zampe anteriori del Grifone sono armate di artigli affilati come lame mentre le ali sono forti e resistenti, in grado di sollevarli in volo con una potenza e una grazia sorprendenti.
Pericolosità: Dotato di un becco e artigli taglienti come rasoi è in grado di compiere rapidi balzi, sostenuti anche da dei riflessi precisi e reattivi.
Habitat: Costruisce il proprio nido sulle rupi o sulle pendici delle montagne. Il nido è robusto, creato con rami e arbusti e grande per ospirate tanto due esemplari quanto la loro nidata.
Alimentazione: Carnivoro, preda principalmente animali di piccola e media taglia ma non sembra disdegnare le carcasse già predate da altre creature.
Comprensione: Comunicano tramite verso, simile a quello dei rapaci, soprattutto per coordinarsi in volo con altri esemplari e assumere la giusta formazione.
Ricercatori: Petra Kang, Dougal Blackburn, Balthazar Lancaster, Cameron Warren, Sebastian Leigh-Byron
Melma

Aspetto fisico: La Melma è un organismo gelatinoso e viscoso, che si estende lungo il suolo come una massa informe. La sua consistenza è simile a una gelatina densa e appiccicosa, e il suo colore può variare dal verde pallido al blu scuro. La Melma sembra essere composta da una sostanza semi-trasparente che si muove lentamente attraverso il terreno con una fluidità sinistra. Nonostante la sua apparente inerzia, la Melma è un organismo vivente e attivo, che attende pazientemente che le prede si avvicinino prima di attaccare. Rilascia un profumo dolciastro e seducente per attirare le sue vittime.
Pericolosità: Insidiosa in quanto riesce a stare immobile per diverso tempo, risultando spesso una semplice pozza d'acqua. E' nel momento in cui viene toccata che questa si anima assorbendo al suo interno la preda.
Habitat: Predilige luoghi umidi e in ombra come rovine e scantinati ma anche a ridosso di alberi o sulle rive paludose dove attendono immobili l'avvicinarsi delle prede, forti della scarsa visibilità del luogo dove dimorano
Alimentazione: Una volta assorbita la preda, la massa melmosa inizia un lungo processo di assorbimento per merito degli acidi del suo corpo che scioglie muscoli e organi assorbendoli. Una volta che la preda è ridotta all'osso, i resti vengono sputati fuori dalla melma.
Comprensione: Non vi è alcun tipo di linguaggio tuttavia la gelatina di cui è composta assume una diversa colorazione in base a possibili reazioni, se due simili si toccano infatti tendono a diventare rosse.
Ricercatori: Raelynn Cooper, Cameron Warren, Yukiko Hayasaka, Balthazar Lancaster, Agatha Grimshaw
Naga

Aspetto fisico: Le Naga sono creature dal corpo di serpente e il busto di donna. La loro figura è una fusione elegante tra la maestosità del serpente e la grazia dell'umano, creando un essere unico e affascinante che incanta e spaventa allo stesso tempo. Il corpo delle Naga è lungo e snello, simile a quello di un serpente gigante, con squame lucenti che riflettono la luce circostante. La loro coda sinuosa si estende per metri, permettendo loro di muoversi agilmente attraverso l'acqua e il terreno del Limbo con una grazia fluida e ipnotica. La parte superiore del corpo delle Naga è quella di una donna, con un torace ben modellato e braccia slanciate. Il loro volto è delicato e dai lineamenti regali, con occhi profondi e penetranti. I loro capelli possono essere lunghi e fluenti. Le loro bocche sono armate di denti affilati e lingue biforcute.
Pericolosità: Riesce ad essere molto silenziosa mentre si muove intorno agli alberi o nascosta dalla vegetazione, aggredendo e colpendo la propria vittima una volta avvicinatasi alle spalle di questa.
Habitat: Vive principalmente nelle foreste dove trova riparo all'interno dei tronchi cavi o sui rami alti dove si arrampica con estrema facilità, da cui può osservare le prede sottostanti e ridiscendere con un movimento a spirale lungo tutto il tronco.
Alimentazione: Attacca la preda mimetizzandosi nell'ambiente e avviluppandosi al suo corpo. Con il proprio morso paralizza la sua vittima così da iniziare a cibarsene mentre è ancora viva.
Comprensione: Possiede un suo linguaggio, non comprensibile ma chiaramente formato da parole specifiche. Unisce tuttavia frasi a movimenti specifici del corpo mescolando un proprio linguaggio gestuale.
Ricercatori: Petra Kang, Titania Leigh-Byron, Echo Foster, Nemo Watland, Liam Landvik