
Morte e Resurrezione
Quando un personaggio muore, il periodo come spirito e il rituale necromantico per riportarlo in vita
Regolamento di 0 PD, Agonia e Tiri Salvezza, morte dei personaggi, permanenza come spirito, Resurrezione dei Necromanti, conseguenze e limiti ai ritorni in vita.
In questa pagina
In breve
Spirito
Minimo 3 giorni
Resurrezioni
Massimo 4
Ritualista
Necromante
Costo
Scambio equivalente
0 PD, Agonia e morte del personaggio
Raggiungere 0 PD rappresenta una condizione fisica estremamente grave, ma non determina automaticamente la morte del personaggio.
Quando un personaggio raggiunge 0 PD viene immediatamente considerato FUORI COMBATTIMENTO: non può più effettuare azioni, difendersi, utilizzare Poteri o prendere parte attivamente allo scontro. Perde i sensi oppure si trova comunque in condizioni tali da non poter più agire ed entra nello stato di AGONIA.
Tiri Salvezza
A partire dal proprio turno successivo, il personaggio in Agonia deve effettuare un tiro su COSTITUZIONE per turno.
Ogni tiro genera un SUCCESSO oppure un FALLIMENTO, che vengono registrati fino al raggiungimento di una delle seguenti condizioni:
- 2 SUCCESSI: il personaggio viene STABILIZZATO;
- 2 FALLIMENTI: viene decretata la MORTE del personaggio.
Successi e fallimenti non devono essere consecutivi.
Il procedimento termina immediatamente non appena viene raggiunta una delle due soglie.
Una volta stabilizzato, il personaggio non è più in pericolo immediato di vita e non deve effettuare ulteriori Tiri Salvezza, salvo che le sue condizioni vengano nuovamente aggravate.
Attaccare un personaggio in Agonia
L'attacco che porta il personaggio a 0 PD non genera automaticamente un Fallimento: è semplicemente ciò che determina l'ingresso in Agonia.
Qualsiasi ulteriore attacco andato a segno contro un personaggio già in Agonia genera invece 1 FALLIMENTO automatico ai Tiri Salvezza, oltre alle normali conseguenze narrative del colpo.
Continuare deliberatamente a colpire qualcuno già fuori combattimento può quindi portarlo rapidamente alla morte.
Cure e stabilizzazione
Un personaggio in Agonia può essere soccorso prima che raggiunga i 2 Fallimenti.
Se riceve una cura capace di ripristinare almeno 1 PD, viene automaticamente STABILIZZATO e non deve effettuare ulteriori Tiri Salvezza.
La stabilizzazione non permette tuttavia di rientrare nello scontro: un personaggio che ha raggiunto 0 PD rimane FUORI COMBATTIMENTO fino alla conclusione della scena di combattimento, anche qualora recuperi successivamente dei PD.
Le cure permettono quindi di salvare il personaggio, non di utilizzarle per creare un continuo alternarsi tra 0 PD e ritorno immediato in battaglia.
Le cure non possono inoltre essere dichiarate retroattivamente in BG per annullare un'Agonia già in corso. Se durante una scena un personaggio raggiunge 0 PD, la sua condizione deve essere risolta attraverso i Tiri Salvezza oppure mediante un effettivo intervento di cura o stabilizzazione giocato.
Se lo scontro termina mentre il personaggio è ancora in Agonia, la procedura deve comunque essere conclusa.
Collana della Salvezza
La Collana della Salvezza interviene direttamente sulla procedura di Agonia.
Quando un personaggio che dispone di una Collana della Salvezza ancora utilizzabile raggiunge 0 PD, la Collana si attiva automaticamente e assegna immediatamente al personaggio 1 SUCCESSO automatico ai Tiri Salvezza.
Il personaggio entra comunque normalmente in Agonia, rimane Fuori Combattimento e deve effettuare i successivi Tiri Salvezza.
La Collana non annulla inoltre i Fallimenti automatici provocati da eventuali attacchi subiti mentre il personaggio si trova già in Agonia.
L'attivazione della Collana conta come il normale utilizzo previsto dall'artefatto e può avvenire una sola volta secondo le modalità previste dalla relativa regolamentazione.
Morte e Resurgo
Il raggiungimento dei 2 FALLIMENTI determina la morte effettiva del personaggio: per riportarlo in vita sarà necessaria una Resurgo secondo la meccanica descritta di seguito.
Il periodo come spirito
Dopo la morte il personaggio permane temporaneamente come spirito. I Necromanti possono percepirlo e interagire con lui in maniera molto più diretta; con gli altri personaggi la comunicazione è invece difficile e limitata. Lo spirito può produrre piccoli fenomeni simili a manifestazioni poltergeist — vibrazioni, sensazioni di freddo, disturbi elettrici o parole isolate — ma richiedono uno sforzo crescente e non equivalgono a una normale interazione corporea.
La documentazione storica prevede un periodo minimo di tre giorni prima della Resurrezione, necessario affinché la condizione magica del morto si stabilizzi. Quando la morte avviene nel contesto scolastico, il corpo viene custodito e protetto in modo da non poter essere trafugato o manipolato liberamente.
La Resurrezione
I Necromanti sono gli unici Sovrannaturali capaci di riportare realmente in vita un morto attraverso il relativo Potere. La Resurrezione deve essere giocata con supervisione dello Staff. Quando riesce, il Necromante consuma completamente le proprie energie magiche e il personaggio morto torna in vita in condizioni estremamente deboli, con risorse fisiche e magiche da recuperare.
Conseguenze sul resuscitato
Il Sovrannaturale riportato in vita non conserva ricordi coscienti del periodo trascorso come fantasma. Per le due settimane successive sviluppa una forte attrazione o devozione verso il Necromante che lo ha riportato indietro, mentre per circa una settimana viene perseguitato da incubi nei quali rivive la propria morte. Questi effetti non sono semplici note cosmetiche: fanno parte dello spunto e devono essere incorporati nel gioco del personaggio.
Conseguenze sul Necromante
La Resurrezione sovrannaturale richiede uno scambio equivalente: una vita per una vita. Il Necromante non sceglie la persona sacrificata; secondo la tradizione della meccanica è Pandora a determinare quale vita umana venga spezzata altrove. Per una settimana il ritualista è perseguitato dalla visione della morte di quella persona e, avendo azzerato i propri Punti Fatica, non può utilizzare normalmente la propria magia finché non ha recuperato.
Quante volte si può tornare
Un personaggio può essere riportato in vita al massimo quattro volte. Ogni ritorno successivo è più difficile del precedente: la prima Resurrezione non applica una CD aggiuntiva, la seconda richiede +2, la terza +4 e la quarta +6 rispetto alla prova prevista. Oltre questo limite la Resurrezione non è più possibile.
Umani e altri limiti
Riportare in vita un essere umano non sovrannaturale non richiede lo stesso scambio equivalente, ma espone il Necromante a una possibile reazione della Bilancia per il rischio di compromettere la Segretezza. La meccanica non consente inoltre di riportare in vita chi è morto per cause naturali o vecchiaia, gli animali e i personaggi morti per suicidio.